Dilemma di Pet Marketing: il biologico è davvero la scelta logica?

Questa è una domanda che non fa dormire i Pet Parent di tutto il mondo. Quando acquistiamo cibo secco, umido, o snack biologici tanto per noi quanto per i nostri amici quadrupedi, siamo davvero certi di non aver solamente speso di più ma aver (anche) contribuito alla salute dei entrambi? 

Sono appena tornato da Zoomark 2019 Bologna, dove i temi del Bio, del Naturale, del Veg, del Cruelty Free, dello Human Grade la stanno facendo letteralmente da “padroni” (termine che noi genitori dei Pets non amiamo particolarmente). Il Pet Marketing di numerose aziende, soprattutto dei players Anglo-Americani, tanto producano alimenti ad uso umano, quanto ad uso animale, sembra non lasciare spazio ad alcun dubbio: il biologico è più sano, naturale e fa bene!

Proprio oggi ho ritrovato nella cartella di spam una mail che mi ero perso da parte di Cibo Crudo, la prima azienda Italiana a vendere prodotti esclusivamente crudi, certificati Biologici e Vegan e che ha la CANtastica missione di regalare ai suoi clienti una vita migliore, anzi straordinaria!

In questa mail (che era destino non perdessi) ho trovato degli spunti davvero interessanti ed ho pertanto deciso di condividerla, senza alcuna modifica rispetto alla versione originale, nel bene di tutti, animali a 2 e 4 zampe. 

Il Biologico non è migliore degli alimenti convenzionali… se non ne conosci il motivo!

Ci sono decine di studi che cercano di trovare spiegazioni sulle reali differenze tra gli alimenti biologici e gli alimenti non biologici.
Il problema degli studi è che alla fine sono tutti pagati o da una parte o dall’altra. Anche lo stesso stato se procede con degli studi, è sempre politicamente colluso.

Come fare per capire se è meglio mangiare un cibo biologico oppure uno non biologico? Partiamo da dati certi e dall’unica vera differenza: I prodotti biologici non devono avere concimi o additivi di origine chimica. Cosa significa? Che i coltivatori, per poter combattere gli agenti infestanti, possono usare solo antagonisti naturali o in alcuni casi dove ancora non esiste nessun antagonista naturale efficace, dei prodotti chimici, ma in misura inferiore alle coltivazioni non biologiche.

Quindi per capire se ci sono effetti negativi sull’uomo, bisogna andare a valutare se quei prodotti usati nel non biologico, sono dannosi per la salute. Qui le ricerche sono univoche, cioè in dosi accettabili, che sono quelle previste dalla normativa del non biologico, non ci sono danni facilmente riconducibili, ma solo rischi per la salute e se si lava molto bene il prodotto, il rischio si abbassa o si annulla.

Quindi perché comprare biologico? Forse perché ci sono più vitamine, più sali minerali? Sono più nutrienti? Non sembra, più o meno sono simili, si riscontra solo una differenza se il prodotto è crudo o cotto, ma non se è biologico o non è biologico.

Ripeto la domanda, perché pagare di più e comprare biologico? Le risposte sono diverse:

La prima è che la paura della chimica a lungo termine (anche a breve termine ci sono ricerche che dimostrano danni gravi, ma non sono univoche e quindi non le posso usare come certezze assolute), possa portare dei danni. La paura è il fattore più grande che c’è, poi adesso che molto del biologico ha prezzi piuttosto accessibili, la domanda potrebbe quasi girarsi: perché non comprare biologico?

La seconda motivazione è l’attenzione per l’ambiente, qui c’è certezza assoluta, la chimica umana e artificiale devasta il territorio, soprattutto il multi-residuo, cioè non il passaggio di un agente chimico per una volta in misure rispettose della legge, ma la somma nei vari anni. Però l’uomo è un animale egoista, quindi sono in pochi che spendono di più per salvare il pianeta che sembra possa vivere ancora un po’, almeno per tutti quelli nati prima del 2000 e che sono quelli che decidono.

La terza motivazione è forse la più importante per chi sceglie il biologico, cioè che non esiste ad oggi una ricerca che dica che il biologico faccia male, a differenza delle tantissime (magari di parte), che dimostrano i danni del convenzionale. Sembra poco, ma sapere con certezza che una cosa non ha controindicazioni, è tranquillità.

Io invece ho un’altra motivazione per la scelta del biologico e per un prodotto di qualità che prende le origini proprio dalla nascita del biologico. Chi coltivava in maniera pionieristica il biologico oltre 30 anni fa, lo faceva con l’obiettivo di mettere al centro le persone e la Terra, voleva offrire, con metodi sapienti, una qualità di produzione differente che fosse in armonia con la natura. L’obiettivo era tornare ad essere il contadino di una volta, ma tecnologicamente avanzato che poteva fare produzione per molte persone, non tantissime.

Purtroppo gran parte di quei sogni sono andati persi, io a che fare con produttori bio che sono disinteressati totalmente alla qualità, ciò che conta è fare una quantità sempre maggiore, nel rispetto delle leggi, ma senza avere a cuore le persone e quindi il prodotto da offrire. Certo dicono come l’oste che il loro prodotto è ottimo, come dico io e come dicono tutti, ma poi quando approfondisci e ti accorgi che lui vende bio e non bio, che la raccolta dei frutti avviene solo meccanicamente e quindi in massa, senza aspettare la maturazione di ciascun frutto in maniera differente, oppure che “sfrutta” le persone nel raccolto, o che il suo unico obiettivo è incrementare il raccolto, non hai dubbi.

Non è da condannare questo tipo di coltivatore, perché effettivamente la ricchezza non è equamente ripartita e molte persone non possono assolutamente permettersi di acquistare prodotti di qualità (cioè il 2% della produzione di una pianta di fichi, è classificato come top quality, cioè dimensioni massime del frutto che è quello che abbiamo noi, cioè che quel frutto è quello che è stato meglio nutrito dalla pianta) e biologici e peggio ancora crudi con tempi di lavorazione e costi spropositati. Quindi come risolvere?

Purtroppo la natura è selettiva, così come solo il 2% dei fichi arriva al massimo della qualità, solo una piccola percentuale della popolazione potrà avere il meglio. Quando ci penso mi viene tristezza, perché la ritengo un’ingiustizia, ma non è possibile fare di meglio. L’oro è raro e pochi possono averlo. Il diamante lo è ancora di più e ancora meno ce ne hanno. La natura non è abbondante di qualità, è rara, è un bene prezioso.

Ciò che vorrei far capire è che piuttosto che comprare tante cose inutili, sarebbe ora che i brand di moda diventassero quelli degli alimenti, perché si spendono cifre assurde per comprare un paio di scarpe, un abito o peggio ancora una borsa o un gioiello, ma per la spesa quotidiana, si vanno a cercare solo offerte, come se le offerte fossero un vantaggio per chi le prende, quando invece lo sono per chi te le vende!

Noi siamo e resteremo dei piccoli ed insignificanti venditori di alimenti di qualità, ma siamo nati con lo scopo di insegnare alle persone che il cibo è la priorità su tutto, il cibo diventerà il nostro fegato, il nostro cervello, il nostro cuore, come possiamo mangiare spazzatura?!?!

Non venderemo mai niente che non sia vera salute attraverso l’alimentazione!
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LA TUA  AZIENDA METTE AL CENTRO GLI UMANI  (A 2 E 4 ZAMPE) PRIMA DEL SUO STESSO BUSINESS? NON VENDERESTI MAI NULLA CHE NON SIA VERA SALUTE ATTRAVERSO L’ALIMENTAZIONE? SE HAI RISPOSTO  “SI” AD ENTRAMBE LE DOMANDE, ALLORA “ABBAIAMO” DAVVERO LA STESSA LINGUA ED ABBIAMO INOLTRE LA POSSIBILITA’ DI AGGIUNGERE L’ESTENSIONE “FRIENDLY” AL PET MARKETING DELLA TUA ATTIVITA’.   

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